Oggi parleremo di un caso risalente al giugno del 1920, che parla di un ragazzo di nome Albert Coe, nel Canada, precisamente Ontario.

Albert aveva sedici anni, e si trovava in vacanza con l’amico Rod.

Un giorno i due ragazzi organizzarono una gita al fiume Mattawa, e Albert udí un grido distante. Osservando il luogo senza capire da dove proveniva, decise di seguire la voce di chiunque stesse chiedendo aiuto; giungendo finalmente a un crepaccio della larghezza di due metri all’interno di una base di roccia, dove nella fessura si accorse della presenza di un altro ragazzo biondo che sporgeva dalla superficie.

Il ragazzo aveva un braccio bloccato, così Albert recuperó un tronco e lo legó ad una corda, facendo leva e liberando il giovane dal crepaccio.

Una volta liberato questo chiese ad Albert un pó d’acqua, che l’altro si affrettò ad andare a procurargli nella riva del fiume per poi procedere nel fasciare la gamba del ragazzo biondo. In quel Momento Albert notó che il ragazzo biondo era piuttosto insolito. Per cominciare indossava una tuta grigio-argento luccicante, molto simile a cuoio e senza nessuna allacciatura, ma con un pannello sotto al petto di piccole dimensioni con dei pulsanti.

A quel punto Albert chiese al giovane cosa gli fosse successo e da dove venisse e la risposta fu che era giunto in quel posto su un aereo che aveva temporaneamente lasciato in una radura a circa trecento metri più avanti, e che la stessa mattina decidendo di andare al fiume a pescare era scivolato sbadatamente nel crepaccio.

Albert, conoscendo i livelli dell’aeronautica del 1920, ed ancor più il terreno della zona, pensó che il giovane biondo avesse battuto la testa e stesse delirando. Rimase ancora più scioccato e stranito quando vide la canna da pesca blu luminescente con il filo che fuoriusciva dall’interno, così domandó al giovane dove se la fosse procurata e la risposta fu che era stata realizzata dal padre, un inventore.

In seguito il ragazzo tentò di avviarsi al velivolo, ma poiché non riusciva a reggersi a causa dei dolori delle ferite dovute all’incidente, Albert decise di accompagnarlo ma il biondo non ne fu particolarmente entusiasta, e fece promettere di non rivelare a nessuno del loro incontro né del velivolo che avrebbe potuto osservare di lì a breve Albert, spiegandolo come una sperimentazione del padre.

Giunti alla radura di circa 25metri Albert vide l’aereo, non aveva mai visto nulla di simile. Era di forma discoidale con un diametro di sei metri e un altezza di un metro e mezzo circa, dotato di una piccola cupola posta esattamente al centro, il tutto poggiato su un tripode. Il giovane biondo si mise sotto l’apparecchio premendo un pulsante che azionó una strana scala a pioli, sul quale si sedette raccomandando di nuovo ad Albert di mantenere il segreto. Albert annuí e se ne andò. Di lí a poco il velivolo si alzó in volo con una vibrazione fastidiosa e scomparve poco dopo. Albert molto turbato fu raggiunto circa un ora dopo dal suo amico Rod, al quale non menzionó nulla dell’accaduto.

La loro vacanza fu susseguita da strani eventi. Circa due settimane dopo, poco lontano da Ottawa, una notte Albert vide in cielo lo strano velivolo, prendendolo come un saluto.

Sei mesi dopo, Albert ricevette un biglietto con la firma di Xrestim, se letto al contrario MisterX con un invito a pranzo in un hotel, e naque subito in lui il sentore che si trattasse del giovane salvato dall’incidente. Una volta recatosi all’appuntamento ebbe conferma del suo sospetto, ma in questo caso il ragazzo indossava una semplicissima camicia bianca ed una cravatta. Il ragazzo disse ad Albert di chiamarlo Zret e gli concesse di porre delle domande, dalle cui risposte Albert rimase ancora più confuso. Si lasciarono con la promessa che tre mesi dopo si sarebbero rivisti per pescare insieme.

Ai primi di maggio dell’anno dopo, il 1921, si rividero alla Hastings Station di Ottawa. Zret giunse alla guida di un auto comune, invitó Albert a salire e si recarono presso il lago Mahopac. Nel tragitto le numerose domande che avevano turbato la mente di Albert in tutti quei mesi ebbero finalmente le loro risposte.

Zret rivelò ad Albert di essere estraneo al mondo moderno, e che faceva parte di una squadra del totale di 100scienziati che dal 1904 si erano infiltrati nelle varie nazioni terrestri, per tenere d’occhio i progressi scientifici sul pianeta, specialmente quelli in campo militare e le invenzioni usate per scopi bellici. Rivelò dunque di avere due domicili, uno su Marte ed uno su Venere, ma spiego che la sua razza era originaria di Norca, un pianeta situato nel sistema Tau Ceti, alla distanza di circa 11anni luce dal pianeta terra. Norca si sarebbe disidratato costringendo 243.000 abitanti a rifugiarsi in un altro sistema solare. Ma degli abitanti ne sopravvissero solamente 3.700 che si stabilirono su Marte molti millenni prima dando vita ad una nuova civiltà. Per poi colonizzare la terra nella zona di Cuzco e successivamente spostarsi su venere mantenendo degli avamposti sulla terra.

Gli incontri tra i due giovani proseguirono fino alla fine del 1970. Nel 1958 Albert poté raccontare alla moglie di Zret e lei ne fu entusiasta, chiedendo di poterlo conoscere ma Zret rifiutó. Coe ottenne però il permesso di rendere pubblica la sua storia, scrivendo il libro The Shocking Thruth, dove menzionó anche i pedinamenti avuti dagli agenti federali dagli anni ’50in poi.

Albert aveva un ottima reputazione e svolgeva il lavoro di ingegnere meccanico, molto stimato dai colleghi e assolutamente mai stato oggetto di ricoveri psichiatrici o elementi che potessero mettere in dubbio la sua sanità mentale.

Articolo ispirato dal libro ‘UFO I Casi Perduti’ – di Umberto Visani